COMPRESENZA DI Ehrlichia (HGE) E Borrelia burgdorferi IN Ixodes ricinus NEL

COMPRESENZA DI Ehrlichia (HGE) E Borrelia burgdorferi IN Ixodes ricinus NEL BELLUNESE                         

G. Bertiato. G. Benedetti, C. Doglioni, C. Lorenzato, G. Piccolin, L. Pitton, S. Mancuso

Osservatorio per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche U.L.S.S.n°l diBelluno

L”ehrlichiosi è stata descritta nell”uomo per la prima volta nel 1987 e il primo caso in Europa, accertato solo su base clinica e sierologica, è stato riportato nel 1991. Successive ricerchesierologiche condotte in Svizzera e Inghilterra hanno dimostrato la presenza di anticorpi anti- Ehrlichia phagocytophila nel 5-7% di soggetti punti da zecche. In Slovenia sono stati recentemente riportati casi di ehrlichiosi granulocitica umana (HGE). Come vettori sono stati identificati Rhipicephalus sanguineus per E. canis e Ixodes ricinus per E. phagocytophila e poco si conosce sugli animali serbatoi e sull”ecologia delle ehrlichie in Europa. Si suppone, tuttavia, sulla base della compresenza in sieri umani di anticorpi anti-ehrlichia e anti-borrelia, che in alcune zecche possano
essere compresenti sia B. burgdorferi che Ehrlichia. Negli Stati Uniti la distribuzione di HGE di solito coincide con quella della Malattia di Lyme in aree in cui vi è presenza di zecche. In Italia infezioni da Ehrlichia sono state descritte in cani e cavalli, ma non è stato documentato alcun caso
clinico di HGE.                                                                        :

Scopo del lavoro. Nel corso dell”anno 2000, prima fase di attuazione di un progetto interregionale di cooperazione Veneto-Carinzia, l”Osservatorio per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche, istituito dallTJ.L.S.S. n°l, ha condotto una campagna di raccolta dei parassiti in alcune aree del Bellunese. Ciò come indagine preliminare ad un più ampio monitoraggio che permetta, utilizzando un sistema geografico informatizzato (GIS), di tracciare delle mappe di rischio di contatto con i parassiti trasmettitori e la presenza in essi degli agenti patogeni.

Materiali e metodi. Sono state esaminate 951 zecche: 515 larve (54%), 395 ninfe (42%), 41 adulti, 28 maschi e 13 femmine, ottenute da sei campionamenti ripetuti tra marzo e settembre su quindici stazioni individuate nell”Agordino. Per la raccolta è stato utilizzato il metodo della “coperta strisciata” (dragging samplé). Le zecche venivano raccolte e conservate in alcool etilico al 70% a4°C. Gli estratti di DNA, ottenuti con il metodo del fenolo/cloroformio per gli adulti, e con il metodo di Schoultz per ninfe e larve, vennero amplificati con i primer 16a/16b specifici per il DNA mitocondriale di Ixodes,come controllo della fase di estrazione (Matuschka, 1996), con iprimer eie” specifici per B. burgdorferi sensu lato (Rosa, 1991), e con i primer Ehr521/Ehr747 capaci di amplificare una regione variabile della sequenza del gene 16S rRNA di E. equi, E. phaghocytophila e HGE (Pancholi, 1995).

Risultati. L”indagine ha consentito di individuare 84 esemplari positivi per B. burgdorferi sensu lato, 81 ninfe e 3 maschi, e 31 esemplari positivi per Ehrlichia, 30 ninfe e 1 femmina. Merita di essere sottolineato che in sette campioni di DNA (0,74%) è stato registrata lacontemporanea positività per Ehrlichia e per Borrelia burgdorferi.

Conclusioni. La compresenza di B. burgdorferi e di Ehrlichia in Ixodes ricinusè stata segnalata la prima volta in Italia nel 1997 in zecche raccolte in una zona del Lazio (Cinco et al.).I dati suesposti suggeriscono l”opportunità di approfondire gli studi clinici e laboratoristici tenendo presente la possibilità succitata di coinfezione da Borrelia e da Ehrlichia.

Progetto – Cooperazione interregionale Veneto-Carinzia per lo studio, la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni trasmesse da zecche – DGRVn° 3739/99 cod. “AVEN222057″ – cofinanziato dall”Unione Europea fondo FEOGA nell”ambito del Programma Operativo INTERREGII Italia-Austria.

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