ANATOMIA

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Come tutti gli aracnidi, gli acari differiscono dagli insetti per la presenza di un capo e un torace fusi assieme, per l’assenza di antenne e per la presenza negli stadi adulti di quattro paia di zampe.

Le Ixodidae sono non molto grandi, spesso colorate, appiattite, dall’aspetto ovale dovuto al grosso addome; la parte cefalica del corpo si assottiglia in un rostro visibile dorsalmente, munito di un ipostoma pungente con denti retroflessi adatto a penetrare attraverso la pelle dell’ospite e a permettere pasti di lunga durata. Sono provviste di uno scudo dorsale, che si presenta come una lamina fortemente sclerificata, che ricopre il dorso nei maschi in modo omogeneo, e nelle femmine, ninfe e larve solo la parte anteriore; il resto del corpo presenta un tegumento pieghettato ed elastico, che, durante il pasto, può estendersi permettendo alla femmina di ingerire quantità di sangue molte volte superiori al suo peso corporeo, dimensioni cioè impossibili da eguagliare per i maschi .Il colore è giallastro nelle larve, bruno nelle ninfe, nero nei maschi e rossastro nelle femmine.

L’apparato buccale, di tipo pungente succhiatore, è costituito dal rostro o capitulum che assume valore sistematico nell’identificazione delle specie. Esso è sporgente anteriormente in tutti gli stadi, ma rimane comunque un organo mobile che può essere ripiegato. Nel rostro sono compresi l’ipostoma, un paio di palpi e un paio di cheliceri. L’ipostoma è costituito da due parti simmetriche e dentate; i denti sono a file longitudinali e rivolte all’indietro, grandezza e forma variano in base alle abitudini alimentari e al sesso. I palpi hanno funzione di supporto e di protezione nei confronti dell’ipostoma e dei cheliceri, e sono costituiti da quattro articoli. Lunghezza e spessore dei palpi si differenziano da specie a specie. Essi entrano in funzione nella femmina durante il pasto di sangue e la deposizione delle uova, nei maschi durante la copula. I cheliceri sono sulla parte dorsale del rostro, allungati e dentellati a loro volta.

La superficie ventrale delle Ixodidae è caratterizzata dalla presenza delle aperture genitale ed anale. La prima è situata tra le anche del I e II paio di zampe e si presenta come una fessura trasversale che manca nelle larve ed è ridotta o assente nelle ninfe. L’apertura anale è invece situata posteriormente a quella genitale, sormontata da due valve mobili e circondata da un anello sclerificato. A seconda dei generi il solco anale circonda l’apertura anale anteriormente, verso il capo, o posteriormente. Sempre sulla superficie ventrale sono presenti delle piastre sclerificate dette scudi. Posteriormente alle anche del IV paio di zampe si trovano due aperture respiratorie dette peritremi, assenti nelle larve.

Le zampe sono costituite da sei segmenti che dalla base all’apice vengono denominati: coxa, trocantere, femore, tibia, pretarso, tarso (Manilla 1998). Sulla superficie dorsale dei tarsi del I paio di zampe si trova l’organo di Haller, un organo di senso che svolge un ruolo fondamentale nella ricerca dell’ospite. Alla fine del tarso si trovano le due unghie con il pulvillo. Le larve hanno tre paia di zampe, mentre le ninfe e gli adulti quattro paia. L’adattamento alla vita parassitaria ha ridotto al minimo l’apparato respiratorio tracheale, ed ha determinato la presenza di caratteristici apparati digerenti e riproduttivi.

L’apparato respiratorio è costituito da un sistema di tubi aeriferi, detti trachee, che raggiungono tutte le parti del corpo e sboccano all’esterno in corrispondenza di aperture laterali dette stigmi o peritemi. Ogni trachea termina con una piccola cellula a forme di stella, i cui rami minuti sono detti tracheole (diametro inferiore a 1 mm). L’ossigeno arriva direttamente a tutti gli organi, i muscoli e le strutture interne tramite questa fittissima ramificazione che li avvolge singolarmente.

L’apparato circolatorio è di tipo lacunare; ciò significa che tutti gli organi interni sono immersi nell’emolinfa (paragonabile al sangue dei vertebrati) che riempie la cavità corporea interna (emocele). Il vaso principale è costituito dal cuore e dall’aorta e corre parallelamente alla parete dorsale del corpo.

Il sistema escretore è costituito da organi detti “tubuli malpighiani” che raccolgono e filtrano i prodotti di rifiuto del corpo e sboccano nel tratto tra stomaco e intestino posteriore.

Il sistema nervoso comprende una massa gangliare centrale localizzata intorno all’esofago dalla quale si originano le fibre gangliari periferiche che innervano tutte le parti del corpo.

L’apparato digerente si divide in tre parti: intestino anteriore, medio e posteriore. La prima parte comprende la faringe (organo succhiatore) e l’esofago. La faringe è rafforzata da uno scheletro chitinoso più rigido ed è provvista di un apparato muscolare che permette, contraendosi ed espandendosi, l’assorbimento del sangue dell’ospite. Essa presenta inoltre una serie di valvole che evitano il rigurgito del sangue nel momento in cui viene pompato nella parte intermedia. L’esofago serve probabilmente solo al transito del pasto. A livello dell’intestino medio avviene la digestione del sangue grazie alla presenza di numerosi diverticoli (caeca), estendibili durante il pasto, ed alla presenza della muscolatura circolare e longitudinale che ricopre esternamene le cellule epiteliali e che permette i movimenti peristaltici. L’intestino posteriore comprende il bulbo rettale ed il retto, ed è adibito principalmente al riassorbimento dell’acqua, oltre che alla eliminazione delle sostanze di rifiuto (Rizzoli et al 2000).

Le zecche possiedono delle ghiandole salivari e coxali connesse con l’apparato digerente. Le ghiandole salivari in particolare consistono in una serie di lobuli acinosi che si originano a livello dei peritremi, si riuniscono in due dotti nella parte anteriore del corpo e sboccano presso l’apparato boccale. Esse sono un organo di sorprendente versatilità; oltre all’importanza funzionale di mantenimento dell’idratazione corporea tra un pasto e l’altro (osmoregolazione), sono coinvolte nella secrezione di sostanze cementanti per l’ancoraggio all’ospite, vasodilatatori per mantenere ottimale il flusso di sangue dell’ospite al punto di alimentazione, sostanze farmacologicamente attive che inducono il rilascio di antinfiammatori nell’ospite, enzimi, sostanze antigeniche per ridurre eventuali rigetti da parte dell’ospite, ed in alcune specie anche tossine paralizzanti.

L’apparato riproduttivo delle femmine delle Ixodidae è ad ovario unico. Dopo il pasto di sangue e la fecondazione, l’ovaio occupa tutta la cavità corporea interna. Gli ovidotti, capaci di movimenti peristaltici, collegano l’ovaio con la vagina per il trasporto delle uova e si ricollegano poco prima di raggiungere l’orifizio esterno. Nelle Ixodidae è caratteristica la produzione di vitellogenina, che è il componente base delle uova. Essa è prodotta da specifiche cellule vitellogeniche che permettono la produzione di migliaia di uova dopo il pasto, che è unico e abbondante, e dopo il quale la femmina muore. Il maschio possiede uno o tre testicoli tubulari che si estendono al margine posteriore del IV paio di anche fino all’apertura genitale, da lì i vasi deferenti conducono gli spermatozoi fino al dotto eiaculatore.

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